lunedì 12 settembre 2011

Il pitone reale o Pithon Regius

Python regius

Il pitone reale (Python regius Shaw, 1802), detto anche pitone palla per la caratteristica forma che assume se disturbato o intimorito nascondendo la testa tra le spire, è un serpente della famiglia dei Pitonidi, originario dell'Africa occidentale.

Descrizione

È un rettile dalle modeste dimensioni che supera difficilmente i 150 cm di lunghezza.
Possiede un colorito brunastro con macchie e striature nere che gli donano una livrea particolarmente piacevole alla vista, inoltre ha una testa dalla peculiare forma detta a cuore che lo contraddistingue rispetto altri boidi.


Biologia

È un ofide molto longevo che vive in condizioni ottimali anche 20/30 anni. Raggiunge la maturità per l'accoppiamento intorno a 1 anno e mezzo per i maschi e 2 anni e mezzo per le femmine, è oviparo, la femmina depone in media da 1 a 13 uova covandole per 50/60 giorni fino alla schiusa.
Si nutre di piccoli roditori e mammiferi che uccide per costrizione, talvolta anche di piccoli volatili essendo un animale semiarboricolo (anche se passa la maggior parte della vita nascosto in tane scavate nel terreno da altri animali e successivamente abbandonate). Non è difficile incontrarlo comunque, specialmente di notte, periodo prediletto per la caccia.

Allevamento

Il carattere timido, difficilmente aggressivo e le modeste dimensioni lo rendono un rettile particolarmente indicato per l'allevamento da parte degli amatori; Può saltare dei pasti (ma non c'è da allarmarsi) nel periodo antecedente alla muta (cambio della pelle) o nella fase di adattamento alle nuove condizioni di vita se parliamo di un individuo in cattività; talvolta da novembre a marzo smette volontariamente di nutrirsi senza che ciò rechi danno alla sua salute.


L'iguana

L'iguana


Il genere Iguana comprende le iguane in senso stretto (in senso più ampio la stessa parola italiana indica tutti i rappresentanti della famiglia degli Iguanidi).

Descrizione

Le iguane sono molto simili alle lucertole, ma più grosse e più lente. Allo stato adulto possiedono una caratteristica cresta sul dorso, molto più evidente nei maschi che nelle femmine. La testa delle femmine è arrotondata, quella dei maschi triangolare.
In natura possono raggiungere anche i 2,5 m, mentre in cattività crescono fino ai 1,50 - 1,80 m, esemplari di tali dimensioni sono ormai rari a causa della distruzione dell'ambiente che in molte zone provoca sovrappopolazione e conseguente riduzione delle dimensioni, l'industria degli animali da compagnia e il fatto che molti centro e sudamericani la considerano una leccornia. Non è cacciata per necessità ma come specialità gastronomica.
Alcune iguane vivono tutta la vita sopra dei grandi alberi e quando scendono al suolo lo fanno per deporre le uova, accoppiarsi o per spostarsi in un'altra zona. Altre vivono in muri di case abitate o meno, anche nel centro di città, rovine archeologiche e anche sottoterra, specialmente in zone vicine al mare, dove scavano profonde tane. Di mattina al nascere del sole si svegliano e vanno a cercare il punto più diretto al sole, dove rimangono per qualche ora.
Essendo rettili non possono regolare la propria temperatura e quindi devono mettersi all'ombra nelle ore più calde della giornata. La loro dieta è erbivora, anche se nello stomaco di questi sauri sono stati talvolta ritrovate tracce di insetti; l'interpretazione più comune, era che fossero stati ingoiati per caso. Studi più recenti fanno pensare che la percentuale di carne ingerita dipenda dalle condizioni ambientali. Passano la notte in un rifugio-tana, sperando di non essere svegliate da qualche predatore. Animale estremamente resistente, resiste senza danni a cadute da 10/15 metri e se minacciato da un predatore è un eccellente nuotatore e a volte si può incontrare attraversando i canali delle lagune costiere.
Ha buona vista, distingue sicuramente alcuni colori, eccellente udito ed è particolarmente ghiotto di fiori di ibisco rosso e foglioline tenere di basilico. I maschi a volte ingaggiano combattimenti per dispute territoriali, ed hanno un harem di femmine il cui numero varia secondo la ricchezza di cibo e di rifugi disponibili del territorio stesso.

Distribuzione

Le iguane sono proprie del Sudamerica. Vivono infatti nella fascia che va dal Messico meridionale fino al Brasile centrale, al Paraguay, alla Bolivia, ed ai Caraibi.


In cattività

È possibile l'allevamento in cattività approntando un apposito contenitore di misura adeguata (200-300 cm di lunghezza, 150 cm di larghezza,180-200 cm di altezza) e che presenti caratteristiche simili al loro ambiente naturale, il cui nome è terrario. Per far ciò è necessario tenere presente che tipo di animale andremo ad allevare, per regolare le caratteristiche di calore ed umidità appropriate. Cosa molto importante è che l'ambiente sia diversificato, per quanto riguarda la temperatura interna, per permettere all'animale di regolare la propria temperatura corporea, così da avere due fasce di temperatura che andranno dai 20-22 °C notturni ai 35-40 °C diurni con un'umidità intorno al 70-80%. Molto importante è ricordarsi che un maschio adulto può arrivare ai 1,5-1,8 m, mentre si hanno misure decisamente più ridotte per la femmina; questo aiuta per capire le misure del rettilario, che andranno aumentate via via che l'animale crescerà. Il contenitore dovrà avere ai due lati, sinistra e destra, due aperture orizzontali una in alto ed una in basso, per permettere il ricambio di aria. Illuminazione ad incandescenza e una lampada per la crescita dell'iguana, pezzi di alberi all'interno avranno il duplice scopo di abbellimento dell'ambiente e di permettere alle iguane di regolare la propria posizione all'interno del terrario; così facendo riusciranno ad autoregolare la temperatura. È molto importante che il riscaldamento provenga dall'alto, perché i rettili nella parte bassa del corpo non sono protetti come nella parte alta, cosa che potrebbe portare ad ustioni serie. Le lampade a resistenza devono essere protette dal contatto diretto con il rettile. Una cura va prestata anche ai vetri di protezione, che non devono filtrare i raggi fondamentali per il rettile.

Il camaleonte

I camaleonti sono rettili squamati appartenenti al sottordine dei Sauri. Sono contraddistinti da numerosi elementi peculiari: la capacità di mutare colore, la lunga lingua retrattile e appiccicosa con cui catturano gli insetti, e i grandi occhi che possono ruotare l'uno indipendentemente dall'altro. Il nome camaleonte viene dal greco e significa "leone di terra".


Descrizione

I camaleonti sono creature di dimensioni molto variabili; si va dai 60 cm circa a meno di 10 cm (gli adulti di una specie che si trova in Malawi raggiungono a malapena il centimetro e mezzo di lunghezza). Molte specie hanno la testa "decorata" da protuberanze nasali, rostri, corna, o creste; queste decorazioni sono in genere più evidenti nei maschi.
I principali elementi morfologici che accomunano tutte le specie di camaleonti sono la struttura delle zampe, gli occhi, la mancanza di orecchie, e la lingua. Le zampe dei camaleonti hanno due dita principali, ciascuna delle quali presenta due o tre artigli. Le dita servono al camaleonte come una tenaglia per afferrarsi saldamente ai rami. Le zampe anteriori presentano due artigli sul dito esterno e tre su quello interno, nelle zampe posteriori questi numeri sono invertiti. Gli occhi dei camaleonti rappresentano un caso unico nel mondo animale. Possono ruotare e mettere a fuoco indipendentemente l'uno dall'altro; senza spostarsi, il camaleonte è in grado di osservare l'ambiente circostante a 360°. Quando punta una preda, il camaleonte rivolge verso di essa entrambi gli occhi. Gli occhi sono coperti quasi interamente dalle palpebre.
I camaleonti non sono dotati di organo vomeronasale. Come i serpenti, non hanno orecchie. Di alcune specie, viceversa, risulta che comunichino attraverso vibrazioni nei rami e pare siano sordi. I camaleonti hanno una lingua incredibilmente lunga (talvolta più lunga del loro stesso corpo) e sono in grado di tirarla fuori molto velocemente, termina con una pallina di muscolo appiccicosa che serve per catturare gli insetti. Non appena la preda viene colpita, viene ritratta velocemente e l'insetto viene rapidamente masticato dai forti denti del camaleonte (un piccolo camaleonte riesce a mangiare senza difficoltà anche una grossa locusta o una mantide).

Distribuzione e habitat

La maggior parte delle specie di camaleonti si trovano in Africa (due terzi nel solo Madagascar) e in altre regioni tropicali, sebbene vi siano camaleonti anche in alcune zone dell'Europa meridionale (Andalusia e Grecia), nello Sri Lanka, in India e Asia Minore. Nelle Hawaii, in California e in Florida sono state introdotte dall'uomo popolazioni di Camaleonti di Jackson.
I camaleonti sono specie principalmente arboree, ma possono anche vivere nei cespugli o (per le specie più piccole) nell'erba. Diverse specie di camaleonti si sono adattate a diversi habitat, dalla foresta pluviale e tropicale alla savana fino alle zone semi-desertiche e steppose.



Comportamento

Tutte le specie di camaleonti sono diurne, e principalmente attive al mattino e nel tardo pomeriggio. I camaleonti sono molto lenti nei movimenti, e accompagnano i loro passi con un caratteristico ondeggiamento avanti e indietro. Sono in grado di muoversi relativamente più veloci se cercano di sottrarsi allo sguardo di un potenziale predatore, ma sono cacciatori passivi, che rimangono immobili (anche per ore) in attesa di una preda di passaggio. Sono animali solitari e spesso aggressivi nei confronti dei loro simili, eccetto che ai fini dell'accoppiamento.


Riproduzione

La maggior parte dei camaleonti depone uova. Le uova sono solitamente sepolte nel terreno, e vi rimangono per un periodo che può durare fino a 9 mesi. I camaleonti appena nati sono del tutto indipendenti. Alcune specie, come il Camaleonte di Jackson, sono ovovivipare.

Alimentazione

I camaleonti si nutrono generalmente di insetti, soprattutto locuste, mantidi e grilli, ma le specie più grandi arrivano a nutrirsi di piccoli uccelli. Contrariamente a un'opinione diffusa, la maggior parte dei camaleonti non mangia le mosche. Qualche specie, come il Calyptratus, si ciba occasionalmente di sostanze vegetali.

Mutamenti di colore

Alcune specie di camaleonti, ma non tutte, possono mutare il colore della pelle. A differenza delle credenze popolari, però, il fine del mutamento di tonalità non è la mimetizzazione, ma la manifestazione di determinate condizioni fisiche o fisiologiche, o di stati emozionali come la paura. Ad esempio durante i combattimenti assumono, in genere, tonalità più vivaci, come forma di minaccia nei confronti dell'avversario. Infine, influiscono sulla colorazione anche la temperatura e le condizioni di luce.
Il cambiamento di colore dei camaleonti è dovuto da alcuni strati di cellule specializzate che si trovano sotto la pelle trasparente dell'animale. Le cellule poste nello strato superiore contengono pigmenti gialli e verdi. Quelle dello strato inferiore contengono una sostanza cristallina colorata detta guanina. Le guanofore (cellule della guanina) riflettono una parte della luce incidente, in particolare la luce blu o bianca. Se le cromatofore sovrastanti sono gialle, la luce blu riflessa produce un colore verde. Sotto lo strato delle guanofore e delle cromatofore esiste un terzo strato di cellule melanofore contenenti melanina. Questo strato può scurire o schiarire i colori prodotti dagli strati sovrastanti.